KYO-JITSU: APPROFONDIAMO L’ASPETTO

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Che cos’è il kyo-jitsu?

Etimologicamente, la parola kyo indica la parte concava della superficie che dovrebbe essere piatta all’estremità di una collina, il contrario di ciò che può essere visto come la punta di una montagna. Descrive, cioè, una situazione in cui manca qualcosa che ci si aspetta di trovare e, perciò, viene usata per indicare una mancanza. Ad esempio, si dice “kyozou” per indicare qualcosa che sembra esserci ma non c’è; questo termine, recentemente, viene anche usato in riferimento a situazioni di illusione, menzogna o falsità. Per comprendere correttamente il concetto di kyo bisogna accettare l’esistenza di qualcosa di nascosto ed invisivile;  a tal proposito, si può pensare al negativo di una fotografia (dove le luci e le ombre sono invertite), che rappresenta un concetto e che, quindi, diventa “modalità d’essere di una esistenza invisibile” o “situazione in cui manca ciò che che vi era originariamente”.

Il jitsu, invece, può essere rappresentato da un portafogli molto pieno. Può dunque indicare qualcosa che ha valore, ma anche il disagio derivante dall’impossibilità di muoversi e dal soffocamento causato dall’eccesso e, perciò, qualcosa di superfluo. La situazione in cui vi è qualcosa in esubero, che non “scorre”, può essere interpretata come una sorta di strategia yang, volta a mostrare un elemento che appare in superficie e che racchiude in sé qualcosa.

Quando le anomalie dei meridiani vengono rappresentate come kyo-jitsu, nel primo caso si indica una situazione carente rispetto alla normalità mentre, nel secondo caso, una eccedente: entrambi, quindi, sono casi straordinari. Ora occorre comprendere come esso si modifichi nel momento in cui si fa shiatsu.

Il paziente tende a pensare che, risolti i sintomi manifesti come tensione, iperemia, e indurimenti jitsu, che provocano dolore, guarirà. Tuttavia, i testi tradizionali affermano che fissarsi su un determinato elemento non va bene, perché ciò causerà solo dolore. Dai testi tradizionali si deduce che una terapia radicale da importanza al kyo che, solitamente, passa inosservato, e che difficilmente può essere rappresentato attraverso le forme, proprio perché è ciò che manca. Individuato il kyo, grazie alla strategia yang verrà a galla la verità, il che consentirà una completa guarigione.

L’aspetto cruciale dello shiatsu

Alcuni insegnanti di shiatsu affermano che, durante il trattamento, la pressione non è casuale. Alla domanda: “Allora di che tipo di pressione si tratta?”, di solito viene risposto vagamente, con giri di parole, oppure che bisogna premere correttamente gli tsubo. Se poi viene chiesto che cosa siano gli tsubo, la risposta è che si tratta di punti descritti nei testi tradizionali di agopuntura. Anche per quanto riguarda le proprietà degli tsubo, non si va oltre a quanto già detto dall’agopuntura.

Altri, poi, sostengono che il segreto della pressione sia nella forma del dito o nel modo in cui si preme. Tuttavia, qualunque sia la forma del dito e comunque si prema, potrebbe essere ininfluente, in relazione alla condizione del ricevente. Ad esempio, una pressione forte o debole non dipende da quanta forza metta l’operatore, bensì dalle caratteristiche fisiche, dall’età, dal sesso e dalla condizione del paziente; e, qualora il suo stato di salute variasse, anche la medesima pressione potrebbe essere percepita diversamente.

Altri ancora affermano che lo shiatsu consiste nell’esercitare una pressione corretta, adeguata al ricevente. Se si chiede loro come sia una pressione corretta, rispondono che “è un concetto che può essere compreso solo dopo anni di esperienza, e che non si può spiegare in poche parole”. Secondo quest’ottica, perciò, non si può essere un buon operatore shiatsu se non si hanno avuti migliaia di pazienti. Ciò somiglia all’affermazione per cui non si può essere un ottimo medico senza aver ucciso centinaia di pazienti con diagnosi errate.

Finora, molti insegnanti di shiatsu hanno spacciato teorie pretenziose come realtà assolute. Se, in quei casi, lo shiatsu si è rivelato efficace, non è dovuto al docente ma alla serietà degli studenti, che hanno imparato tramite quest’arte una sincera empatia verso la vita umana. Si può pensare anche, tuttavia, che molti studenti, a causa di insegnamenti errati, si siano arresi senza aver compreso il valore dello shiatsu, o che ne siano rimasti delusi. Masunga Sensei, nel rispondere alla domanda “Cos’è il vero shiatsu?”, ha sempre cercato di far capire che si può comprenderlo non tanto passando dalla teoria alla pratica, bensì tramite un dialogo col ricevente. Ciò consiste nel kyo-jitsu (tonificazione e dispersione), basato sul pensiero della medicina orientale. Pertanto, bisogna spiegare con precisione cos’è il kyo-jitsu e la tonificazione-dispersione.

 

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