YIN-YANG E KYO-JITSU

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Fino ad ora sono stati usati più volte termini come “anomalie dei meridiani” e “kyo-jitsu”, ma quali sono le differenze tra essi o fra questi e la malattia, come intesa nella medicina moderna?

Teorie della medicina orientale ed occidentale

Secondo la medicina occidentale, la malattia è una condizione in cui il corpo è stato contagiato da batteri o da altri agenti, ma anche una disfunzionalità originata da una disabilità, una ferita, una rottura o un malfunzionamento di una parte del corpo.

Può anche essere definita come uno stato di lotta tra le funzioni difensive del corpo e questi fattori, ma tale visione deriva dal fatto che questi ultimi compromettono la salute.

Kyo-jitsu

La medicina orientale ritiene che le cause sopraelencate siano solo potenziali dal momento che, se il corpo non fosse predisposto nei loro confronti, qualora ci aggredissero non provocherebbero una malattia. La patologia risiede, dunque, all’interno del corpo. La malattia, se pensata come anomalia del corpo o legata ai meridiani, è causata dal kyo-jitsu; pertanto, se esso tornasse al suo stato originario, il paziente guarirebbe.

Un’anomalia è una condizione alterata, ma…

…in sé, ha la capacità di tornare alla normalità. Non è una modificazione spontanea, ma è causata da una forza esterna e, quindi, tende a tornare allo stato precedente non appena quest’ultima cessa di esistere e di influenzare la salute della persona. Questo rapporto tra forze si basa sul concetto filosofico di yin-yang, e viene chiamato “kyo-jitsu”.

Per piegare un arco occorre una forza esterna ma, quando questo viene meno, esso dovrebbe tornare alla sua forma iniziale. Tuttavia, la corda dell’arco esercita comunque una forza perché in tensione, ed impedisce all’arco di tornare la suo stato iniziale, sebbene la forza esterna sia cessata. Lo stato di questa corda corrisponde al kyo ed è yin, poiché non mostra la sua deformazione. La condizione dell’arco piegato, invece, corrisponde al jitsu ed è yang, poiché la curvatura dell’arco è evidente. Tuttavia, ciò che fa piegare l’arco è la forza della corda, cioè lo yin.

La malattia, similmente, spesso si manifesta tramite sintomi nei meridiani jitsu il cui squilibrio, visto dall’esterno, è più evidente e che,  quindi, sono spesso oggetto di cura. La medicina orientale, però, si basa sul principio che l’anomalia dei meridiani jitsu sia originata da quella dei meridiani kyo che, quindi, sono la sua vera causa. Il detto giapponese “dietro ad ogni crimine c’è una donna”, si riferisce al fatto di cercare le cause nascoste dietro ogni evento (Masunaga sensei paragona l’indagine poliziesca a quella della ricerca della causa della malattia, ribadendo che non sempre l’evidenza, il jitsu, è la verità, ma che è necessario cercarne l’origine nascosta, il kyo). Questo detto rappresenta efficacemente il concetto yin-yang: assumere questo atteggiamento nei confronti della malattia conduce non solo a guarirne i sintomi, ma anche ad estirparla radicalmente.

Anomalie dei meridiani

Quando si parla in generale di kyo-jitsu, si tende a ritenere che il kyo sia qualcosa di falso ed astratto, mentre il jitsu qualcosa di vero e reale. Tuttavia, quando le anomalie dei meridiani vengono rappresentate come kyo-jitsu, nel primo caso si indica una situazione carente rispetto alla normalità mentre, nel secondo caso, una eccedente: entrambi, quindi, sono casi straordinari.

Se si rappresentasse la normalità con un cerchio, il jitsu straborderebbe dalla circonferenza, mentre il kyo sarebbe una rientranza. Se, invece, essa venisse rappresentata con una sfera, il jitsu sarebbe un piccolo rigonfiamento, mentre il kyo sarebbe un buco. In riferimento al corpo umano, il jitsu è una tensione, un gonfiore o un’iperemia, mentre il kyo è una ruga comparsa per mancanza di elasticità, ed è in relazione ad una sensazione di freddo.

Per raffigurarci l’anomalia dei meridiani all’interno del corpo, possiamo immaginare un palloncino cartaceo fatto di dodici spicchi. Immaginiamo che uno di questi, in realtà, sia fatto di gomma, abbia un colore diverso, abbia perso elasticità e, perciò, si sia ristretto. In questo caso, a causa della pressione interna, un altro spicchio dovrebbe dilatarsi verso l’esterno. Ovviamente, il restringimento e la dilatazione non interessano soltanto due spicchi, ma si ripercuotono anche su tutti gli altri. Anche per i meridiani, gli effetti delle anomalie non si verificano soltanto su uno ma, contemporaneamente, su diversi.

I meridiani sono abbinati a coppie (seguendo la logica organo-viscere): dal momento che quelli abbinati svolgono le medesime funzioni, il loro kyo-jitsu sarà simile.

Ci saranno, ovviamente, quelli più kyo (e meno jitsu) e quelli meno kyo (e più jitsu). Il modo più efficace di curare le anomalie è quello di aver ben presente i kyo-jitsu più evidenti; pertanto bisogna individuare in quale meridiano siamo di fronte ad un jitsu e in quale ad un kyo. Per esempio, se il meridiano di polmone è kyo, anche quello di intestino crasso sarà più kyo rispetto agli altri.

Confrontando polmone con intestino crasso, risulterà che il primo è più kyo, quindi si parla di polmone kyo. Inoltre, sia vescica che rene sono jitsu ma, paragonandoli, si comprenderà che quest’ultimo è più jitsu, perciò si parla di rene jitsu. Lo sho (diagnosi) di questo paziente sarà, quindi, “polmone kyo e rene jitsu”. Se si esegue un trattamento shiatsu avendo queste due valutazioni ben presenti, si noterà che, curando le anomalie del corpo intero, i sintomi di tale sho quali tosse da raffreddore, catarro e compressione del torace scompariranno.

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