SHIATSU IN POSIZIONE PRONA

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Perché la posizione prona

Dopo aver analizzato vantaggi e svantaggi dello shiatsu in decubito laterale, vediamo ora lo shiatsu in posizione prona (cioè con la schiena verso l’alto). Questa posizione non è consigliabile a coloro che necessitano di riposo, che soffrono di disturbi alla zona del petto (per gravi malattie respiratorie o cardiache), che semplicemente non amano questa posizione o alle donne all’ultimo stadio di gravidanza. In questi casi, la posizione sdraiata laterale può essere considerata come sostitutiva, ma occorre comunque trattare i punti più importanti per la posizione prona e per la cura della schiena. Pertanto, bisogna essere preparati ed organizzarsi in tal senso.

Prima di tutto, bisogna far sì che il paziente, sdraiato, appoggi il volto su un cuscino, afferrando quest’ultimo con le mani. Bisogna specificarlo chiaramente, perché alcuni riceventi si sdraiano senza cuscino o lo mettono sotto il petto. Questi errori tendono a far irrigidire la schiena e le spalle e, siccome il petto non aderisce semplicemente a terra, quando si esegue la pressione sulla schiena c’è il rischio di provocare danni alle costole.

Quindi, dopo aver chiesto al paziente di appoggiare la fronte sul cuscino, bisogna rilassargli le spalle tramite lo shiatsu, iniziando dalla parte posteriore della testa e del collo e scendendo fino al dorso. Una volta tolto il cuscino, occorre far voltare la testa a destra o a sinistra, a piacimento, verificando che il petto aderisca perfettamente a terra. A questo scopo, prestate attenzione alla spina dorsale e, con le mani sovrapposte a forma di croce, esercitate una pressione lungo di essa, fino alle natiche.

Il ruolo della schiena

La schiena svolge un ruolo molto importante: rappresenta lo yang. La linea mediana della schiena corrisponde al rachide (o spina dorsale) che, oltre a sorreggere la parte superiore del corpo, ospita il midollo spinale, il quale è collegato alla testa (encefalo) e innerva gli organi e gli arti. La schiena è collegata alle funzioni animali yang, inerenti al movimento e alla fisicità, e al sistema nervoso che si è via via evoluto dalla specie animale all’uomo.

L’addome invece, più statico, è collegato alle funzioni vegetali, ha un ruolo meno manifesto e rappresenta lo yin. La chiropratica sostiene che, siccome i disturbi agli organi viscerali provengono dal rachide, trattandolo si possono curare le varie malattie. Questa è una terapia logica e chiara, percepibile alla vista e al tatto, yang. Tuttavia, lo yang è sostenuto dallo yin e, secondo la filosofia orientale (yin), il punto di vista della chiropratica è superficiale e unilaterale.

La schiena manifesta in modo più evidente lo stato nascosto degli organi viscerali, quindi ritengo sia la parte più idonea per iniziare ad eseguire le quattro diagnosi secondo la medicina orientale. Pertanto, nell’eseguire la diagnosi ed il trattamento della schiena, vorrei iniziare a spiegare in linea generale la diagnosi secondo la medicina orientale. Essendo lo shiatsu una tecnica che consente diagnosi e contemporaneamente terapia, imparare il metodo di diagnosi dorsale è il punto fondamentale per il trattamento della schiena.

La zona della schiena e delle anche è, per molti aspetti, connessa alla terapia di numerose malattie. Imparando alcuni di questi aspetti, passeremo dalla cura delle natiche a quella degli arti inferiori. Bisogna prestare molta attenzione perché, se il trattamento della schiena non è eseguito bene, non è possibile arrivare al passaggio finale, cioè la cura della zona addominale.

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