L’EFFETTO CUMULATIVO DELLO SHIATSU

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Il ricordo che il corpo ha della prima stimolazione influenza anche il modo in cui verrà recepita la seconda. Questo fenomeno viene chiamato “effetto cumulativo”, e si differenzia da un semplice sommarsi delle reazioni (degli effetti).

Non serve trattare a lungo lo stesso punto

Di solito, gli insegnanti e i libri indicano la zona da trattare e la relativa posizione del praticante e, una volta fatta massaggiare ripetutamente la stessa parte, fanno passare ad un’altra. Forse, questa strategia è più semplice ed indicata per i principianti, ma lo shiatsu, diversamente dalla moxa e dall’agopuntura, non garantisce un’efficacia protratta con un’unica, semplice stimolazione degli tsubo. Per questo si insegna a premere più volte lo stesso tsubo ma, in realtà, nemmeno questo è sufficiente.

Inoltre, ciò non significa che trattare per dieci o venti minuti lo stesso punto sia efficace. Forse alcuni sono così convinti della verosimiglianza della formula “più premi, più migliora”, che continuano a far pressione energicamente sullo stesso punto finché, apparentemente, la tensione non viene meno. Tuttavia, bisogna sapere che il corpo, dopo un po’, si abitua alla stimolazione e perciò il trattamento diventa inutile; anzi, la sovra-stimolazione può anche provocare dolori, peggiorando il quadro clinico.

Non vi sono dubbi sul fatto che lo shiatsu consista in una sorta di stimolo, ma non è assolutamente vero che tale stimolo faccia venir meno la rigidità, il dolore o la malattia. La sua intensità non dipende neanche dalla sensibilità del corpo. L’effetto dello shiatsu consiste nel far sì che il corpo, una volta ricevuto lo stimolo, reagisca ad esso ed inneschi, o reprima, relative attività/funzioni, facendo venir meno i sintomi. La pressione su uno tsubo viene ripetuta due o tre volte per aumentare ulteriormente la reattività del corpo rispetto ad un’unica stimolazione. Tuttavia, se essa viene protratta troppo a lungo, il corpo le si abitua e la sensibilità viene meno. Pertanto, trattare ripetutamente (più volte) lo stesso punto non è efficace. Inoltre, gli effetti benefici non sono provocati solo dalla stimolazione della zona specificamente interessata, ma anche da quella di un’area diversa, se collegata alla prima tramite il meridiano.

L’effetto cumulativo

Se si tratta lo stesso punto, dopo un po’ di tempo ci si può già accorgere delle differenze. Ciò è dovuto sia al potenziamento della reattività biologica, sia alla stimolazione indiretta di altre zone.  Ripetere il trattamento nel medesimo punto consentirà di verificare in che misura funzioni la reattività biologica. Ciò è applicabile anche ai malati, e consentirà di verificare alcune caratteristiche dei sintomi quali intensità, acutezza e cronicità, oltre che di appurare la correttezza del trattamento.

La stessa stimolazione cambia a seconda della condizione in  cui la si riceve, perciò la successiva è diversa dalla precedente, anche perché la sensibilità del corpo, nel frattempo, è cambiata.

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