LA SEQUENZA NELLO SHIATSU

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Cos’è la sequenza nello shiatsu?

Non esiste una regola ferrea o una una sequenza nello shiatsu, che stabilisce in che modo il trattamento debba essere svolto, ma bisogna deciderlo in base a ciò che risulta essere più efficace in una determinata situazione. È come quando, ad esempio, si fa il tè: si dice che “d’inverno lo si beve caldo e d’estate freddo, ma ciò che conta è che sia buono”; tuttavia, per essere in grado di preparare del buon tè ci vogliono anni. Pertanto, non si devono sottovalutare le basi. Anche in un antico documento giapponese che tratta l’arte del tè, si legge: “Durante il percorso di studio e apprendimento, la persona cambia; dunque, fermarsi solo perché si è arrivati alla fine del testo, senza ricominciare daccapo, non è segno di diligenza”.

La sequenza di base consiste in una sintesi che contiene in sé tutte le risposte per qualsiasi malattia, e può essere stabilita solo quando si hanno solide fondamenta. Perciò, Masunaga sensei invita a seguire seriamente i principi che vi illustrerò ora anche se, al primo impatto, possono risultare noiosi.

“Fra i lettori, ci sarà chi ha già provato lo shiatsu o si ritene un esperto, ma vorrei che seguiste tutto il discorso come se fosse la prima volta. Più si hanno delle conoscenze, più diventa difficile eliminare i difetti acquisiti nella fase iniziale. Si tratta di cose che ho imparato dopo anni di esperienza, per quanto possano sembrare semplici e scontate. Se decideste di fare tutto per conto vostro, impieghereste anche voi decine di anni. Pertanto, dovreste prima provare i miei suggerimenti e, quando avrete capito bene il meccanismo, iniziare a metterci anche qualcosa di vostro: solo così potrete elaborare una personale strategia di shiatsu.
In quanto all’ordine, è preferibile cominciare con il ricevente in posizione seduta. A chi ha già ricevuto trattamenti shiatsu verrà da sdraiarsi e chiedere di procedere, ma lo shiatsu va iniziato da seduti, spiegherò più avanti il motivo. Successivamente, si fa stendere il ricevente su un lato; prima bisogna trattare il sinistro, poi quello destro. Le persone che fanno fatica o che non possono stendersi, possono saltare questo passaggio. Può succedere, per esempio, che i bambini non abbiano bisogno di sdraiarsi, o che le persone che non possono stare a pancia in giù (come le donne nella fase finale della gravidanza o chi ha problemi al cuore o all’apparato respiratorio) ricevano un trattamento prolungato in posizione laterale, per ovviare all’impossibilità di eseguire una fase, e passare poi a quella successiva.”

L’ordine con cui ci si siede o ci si sdraia a sinistra e a destra è leggermente complicato, ma passare da proni a supini è semplice. Più si va avanti, più l’effetto terapeutico dello shiatsu migliora grazie alla pressione mantenuta costante, perciò si noterà la differenza tra chi ha imparato bene le basi dello shiatsu e chi no. Infine, occorrerà trattare tutto il corpo per sistemare le disarmonie, senza eccezione. Mentre si esegue il trattamento su tutto il corpo, verranno premuti più volte gli stessi punti, ma in posizioni diverse: questo è ciò che distingue questa tecnica di shiatsu dalle altre. Negli altri tipi di shiatsu, invece, normalmente si preme lo stesso punto più volte consecutivamente, per poi andare avanti. In realtà, la pressione ripetuta su un punto porta miglioramenti se avviene a distanza di tempo, quindi è utile ripassare sulle zone “importanti” quando il ricevente cambia posizione.

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